Periferiche

Denis Viva

EMANUELE BECHERI, PAOLO GIOLI, CARLO GUAITA, PAOLO ICARO, CHRISTIANE LOHR, MARIA ELISABETTA NOVELLO, GIULIA PISCITELLI, MICHELE SPANGHERO

“Policentrismo consapevole”: con questa espressione Enrico Castelnuovo e Carlo Ginzburg tracciarono, qualche decennio fa, il profilo della cultura visiva italiana lungo i secoli. Una ricchezza di centri, di tante false periferie che non erano affatto i luoghi di un “ritardo culturale”, bensì postazioni di una pluralità e di un conflitto che rifiutava di esaurirsi in un unico modello dominante. In epoca di globalizzazione, l’Italia conserva ancora questo policentrismo? Trova nelle sue “periferie” una voce altrettanto capace di offrire alternative all’omologazione globale?

Periferiche è un progetto dedicato agli artisti che hanno scelto di lavorare “in periferia”, non per ragioni romantiche e nemmeno per solipsismo, ma per necessità intrinseche alla loro stessa poetica. La “periferica” è qui una metafora che indica un dispositivo libero di agganciarsi e di sganciarsi, di connettersi e di ripararsi, dal flusso inarrestabile dei centri globali. La poetica di questi artisti, infatti, non rifugge asceticamente il centro, né lo condanna, semplicemente essa detta i tempi della propria connessione e trae linfa da territori eterogenei e diversi, spesso marginali.

Ad accomunare questi artisti è innanzitutto una differente concezione del tempo e dello spazio: un tempo reclamato come biologico e meditato, dai lunghi tempi di costituzione, riflessione e ricezione; e uno spazio policentrico, diverso dal mainstream globale dell’informazione e della produzione. L’unica centralità è quella assunta dall’opera come ultima destinazione operativa dell’agire e della ricerca. Il progetto riunisce otto artisti italiani, di diversa generazione e provenienza, unendo ai più giovani alcune figure artistiche italiane più mature, consacrate nell’ultimo decennio.

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