Orestiade italiana

Simone Frangi

RICCARDO ARENA, BLAUER HASE, DANILO CORREALE, CURANDI KATZ ON MASAKO MATSUSHITA, NICOLÒ DEGIORGIS, ALESSANDRA FERRINI, FRANCESCO FONASSI, INVERNOMUTO, MARIA IORIO E RAPHAEL CUOMO, ARMIN LINKE E VINCENZO LATRONICO, GIOVANNI MORBIN, GIULIO SQUILLACIOTTI E CAMILLA INSOM, DIEGO TONUS, CARLO GABRIELE TRIBBIOLI E FEDERICO LODOLI

Il progetto curatoriale Orestiade italiana ha l’obiettivo di radunare intorno a un’ipotesi interpretativa una serie di ricerche artistiche italiane che si pongono in maniera critica e finemente analitica rispetto alle problematicità del contesto italiano, analizzato nel suo versante culturale, economico, sociale e politico.

Il nucleo metodologico di questo progetto è una “riscrittura” analogica e corale dei nuclei forti di Appunti per un’Orestiade Africana (1970) di Pier Paolo Pasolini, che assume la forma abbozzata e gli snodi teorici fatti emergere da questo complessissimo e sottovalutato lavoro filmico per imprimere diverse linee di ricerca sulla “domesticità nazionale” italiana e sulle dinamiche con cui essa si riversa in una prospettiva transnazionale e globale.

Orestiade italiana vuole recuperare il carattere propedeutico e di ricognizione del progetto pasoliniano con il quale si pone in dialogo e condividere con esso la scelta del mito di Oreste – inteso come una “lunga preparazione alla catarsi” – come suggestione per esplorare un gruppo di pratiche che assumono criticamente i vantaggi e gli svantaggi del piano democratico contemporaneo e le sue derive ideologiche.

Snodandosi nelle maglie delle molteplici relazioni tra pratica artistica e ricerca culturale nella scena artistica italiana, Orestiade italiana sceglie di concentrarsi su una serie di contributi che approfondiscono un catalogo eterogeneo di issues geopolitici: legame ambivalente tra approccio documentario e orientalismo culturale in prassi antropologiche e etnologiche; nomadismo e migrazioni identitarie; questioni coloniali italiane con un focus sull’impatto della decolonizzazione e dell’apertura della “postcolonia” sull’immaginario politico; studio dei conflitti latenti e della stasi europea; microfascismi e normalizzazioni sociali; dinamiche turbocapitaliste e accelerazioniste; resistenza politica e simbolica.

“Note a margine” sviluppate da Toni Hildebrandt in collaborazione con Alessandro Di Pietro

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