Ehi, voi!

Michele D’Aurizio

ALESSANDRO AGUDIO, FRANCESCO CAGNIN, COSTANZA CANDELORO, DER SABINA, ALBERTO GARUTTI, GASCONADE, MASSIMO GRIMALDI, DARIO GUCCIO, CORRADO LEVI, MARCELLO MALOBERTI, MICHELE MANFELLOTTO, BEATRICE MARCHI, DIEGO MARCON, MOMENTUM, FRANCESCO NAZARDO, GIULIA PISCITELLI, CAROL RAMA, ANDREA ROMANO, DAVIDE STUCCHI, PATRICK TUTTOFUOCO, FRANCESCO VEZZOLI, ITALO ZUFFI

La sezione della 16a Quadriennale d’arte Ehi, voi! propone un attraversamento dell’arte contemporanea italiana mediante il linguaggio della ritrattistica. Questa sezione presenta autoritratti e ritratti di personaggi che orbitano nella comunità dell’artista (amici, ex colleghi di studi, partner, ecc.), realizzati in numerosi mezzi, quali pittura, scultura, fotografia, video e performance, ma anche sotto forma di romanzi d’artista, diari e archivi personali.

Accorpando opere ampiamente intese come rappresentazioni del sé, Ehi, voi! favorisce un progressivo affondo dalla “superficie” dell’arte nella vicenda umana dell’artista. Questa sezione, tuttavia, non vuole minimizzare il discorso sull’opera a favore di un’analisi della figura sociale del suo autore, quanto affermare una commistione di queste due narrazioni. In questo senso il ritratto è un genere che intrinsecamente afferma una conformità tra la vita e l’opera dell’artista, laddove propone una riflessione del sé attraverso l’atto del fare arte. Ehi, voi! è un paesaggio di volti e corpi – ma anche di personaggi e avatar – che invitano lo spettatore a condividere con l’artista le narrazioni del processo del fare arte, del vivere facendo arte, del sopravvivere facendo arte.

L’arte italiana, e soprattutto la più recente, è costellata di opere che tanto la critica quanto il grande pubblico hanno definito criptiche ed ermetiche, ambigue e camp – opere spesso “inafferrabili”, “indescrivibili”, “incomunicabili”. In risposta a queste interpretazioni, Ehi, voi! suggerisce che nel genere del ritratto è possibile leggere quelle caratteristiche dell’arte italiana con un’accezione “positiva”, poiché, a ben guardare, esse sono imprescindibili dal linguaggio stesso della ritrattistica. Il ritratto, infatti, è sempre un atto d’intimità; ma, al tempo stesso, anche nell’obbligo più verista, è fondamentalmente un’immagine innaturale perché mediata dai codici della rappresentazione.

Raccontare l’opera e la vita dell’artista nel contesto di una manifestazione istituzionale come la Quadriennale d’arte significa non solo contribuire al dibattito sull’arte, quanto valutare lo stato di salute di un sistema culturale tutto. Il titolo della sezione è riferito agli artisti che vivono

l’invito ad aderire alla Quadriennale d’arte come una vera e propria “chiamata”. Tuttavia, se ribaltata agli organizzatori, ai curatori, agli spettatori – accerchiati dagli artisti, qui sono loro i veri interpellati – quel “ehi, voi!” invita a riconsiderare il ruolo che ciascuno riveste nella produzione culturale contemporanea.

Condividi / Share