Roberto Cuoghi

Modena, 1973. Vive e lavora a Milano.

L’identità, la memoria, il tempo sono temi ricorrenti nel lavoro di Cuoghi, metabolizzati in un processo di continua trasfigurazione di mezzi e linguaggi. Culture lontane, personaggi del mondo dell’arte, il corpo dell’artista stesso, sono solo alcuni dei soggetti coinvolti in tali metamorfosi. Nel corso degli ultimi dieci anni Cuoghi si è cimentato in esperimenti che si spingono ai limiti del fare arte, come la decisione di assumere l’identità di suo padre attraverso un forzato invecchiamento precoce, o quella di indossare occhiali che invertono il senso della vista. La volontà di esplorare mondi complessi ed enigmatici, unita a una devozione ossessiva per la ricerca preparatoria, ha portato l’artista alla creazione di un articolato corpus di opere dedicate al dio-demone Pazuzu. Ispirandosi a un antico amuleto di bronzo conservato al Louvre, l’artista ha prodotto una serie di sculture in cui l’immagine del demone assiro è rappresentata in materiali, scale e forme diverse – un caleidoscopio di simulacri possibili.

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