Quayola

Roma, 1982. Vive e lavora a Londra.

Quayola (www.quayola.com) è interessato alla liquefazione della forma nell’epoca digitale. Nel suo lavoro esplora collisioni imprevedibili, tensioni ed equilibri tra il reale e l’artificiale, il figurativo e l’astratto, il vecchio e il nuovo. Rileggendo la tradizione barocca e rinascimentale, si serve del codice di programmazione per sottoporne le forme a imprevedibili mutazioni, poi tradotte in sculture e video. Il rapporto con l’antico non è gratuito, ma sempre funzionale a offrire una base solida – sanzionata dalla Storia – alla sua esplorazione delle estetiche fluide e delle loro conseguenze culturali. Tutto questo traspare nelle sue recenti serie – dai Captives (2012-14) a Laocoön (2016) –, in cui la riformulazione digitale dell’artefatto scultoreo e l’uso delle tecniche moderne di prototipazione rapida rispondono all’esigenza di riflettere sulla natura del tempo: la scultura classica come infinita variazione di un modello; l’archeologia e il restauro come estasi del frammento. Il suo interesse per l’estetica del codice ha portato l’artista a realizzare performance audiovisive e a collaborare spesso con il mondo della musica. Nel 2013 ha ottenuto il prestigioso premio Golden Nika al festival Ars Electronica, nella categoria “Expanded Animation”.

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