Paolo Icaro

Torino, 1936. Vive e lavora a Tavullia.

Compiuto il suo apprendistato nello studio di Umberto Mastroianni, negli anni Sessanta Icaro si trasferisce prima a Roma e poi a New York, dove avvia una personale ricerca d’ambito post-minimalista. Tornato temporaneamente in Italia, sul finire della decade partecipa – quasi sempre con delle azioni – a epocali mostre sull’arte processuale e concettuale: gli esordi dell’Arte Povera a Genova, il Teatro delle mostre alla galleria La Tartaruga di Roma (1968), Arte Povera + Azioni povere ad Amalfi, Live in Your Head: When Attitudes Become Form a Berna e Op Losse Schroeven ad Amsterdam (1969). Rispetto al riduzionismo minimalista e all’estetica processuale dei materiali, la sua opera si contraddistingue sin da questa fase per la sua dimensione antropometrica e psicofisica. Negli anni Ottanta Icaro si stabilisce definitivamente in Italia. Tra le personali più recenti, quella al Centro Arti Visive di Pesaro (2009), alla P420 di Bologna (2012) e da Peep-Hole a Milano (2014).

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