Nico Angiuli

Adelfia, Bari, 1981. Vive e lavora a Bari e Tirana.

La pratica artistica di Angiuli nasce dalla volontà di comprendere le differenti forme del lavoro contemporaneo, le condizioni storiche che le hanno prodotte e le loro implicazioni sociopolitiche. Lavorando gratuitamente come fruttivendolo (Ma vai a lavorare!, 2008) o muratore (Le piastrelle sono intenzioni, 2010), oppure creando un archivio video di gesti agricoli (La danza degli attrezzi, 2010) che indaga in forma corèutica i principali metodi di coltivazione d’oggi, Angiuli analizza la trasformazione del ruolo dei lavoratori in epoca postindustriale. Nel film Tre titoli (2015) ha condensato due anni di ricerche per raccontare in maniera corale il fenomeno del caporalato nel territorio rurale di Cerignola in Puglia, mettendo a confronto la storia delle lotte sindacali dei braccianti con l’attuale sfruttamento degli immigrati africani. Tra le sue mostre più importanti si ricordano: The School of Kiev, 2a Biennale di Kiev (2015), The Yellow Side of Sociality, BOZAR, Bruxelles (2014) e AGORA, 4a Biennale di Atene (2013).

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