Massimo Bartolini

Cecina, Livorno, 1962. Vive e lavora a Cecina

L’“immaginazione praticabile” è la cifra poetica sotto cui si può iscrivere l’opera di Bartolini. Alla formazione come geometra e presso l’Accademia di Belle Arti, l’autore affianca corsi di teatro e l’esercizio della musica. Queste attività lo conducono verso un orizzonte di lavoro che richiede per il suo completamento la presenza dello spettatore: quest’ultimo viene sollecitato dalle opere di Bartolini a livello sensoriale tramite immagini, luci, suoni e profumi, attraverso una pratica che percorre tutti i linguaggi espressivi. L’artista opera nello spazio, pubblico e privato, sia con alterazioni minime sia attraverso la costruzione di ambienti immersivi. Al centro della sua azione sono soprattutto alcuni elementi architettonici, come pavimento, porte e finestre. Questa attenzione per l’ambiente costruito dall’uomo si accompagna a quella nei confronti della natura – una presenza materiale e ideale ricorrente nel suo lavoro. Bartolini si fa mediatore nel dialogo fra spazio e spettatore, agendo a livello percettivo ed esperienziale in direzione di un cambiamento di coscienza.

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