Marzia Migliora

Alessandria, 1972. Vive e lavora a Torino.

Migliora utilizza un ampio spettro di linguaggi che include la fotografia, il video, il suono, la performance, l’installazione e il disegno, per creare opere che elevano le attività umane più semplici a momenti capaci di raccontare brani di storia collettiva. Il concetto di “forza lavoro” è indagato dall’artista in diverse opere e sotto molteplici prospettive: sia come gesto politico (Un caso, 2014), memoria storica e testimonianza (Stilleven, 2015), sia come momento culturale di attivazione di processi di rinnovamento sociale (Io in testa, 2013). Nella maggior parte dei suoi lavori l’elemento dell’assenza invita lo spettatore a una relazione esclusiva con l’opera e i suoi potenziali significati. Tra le varie istituzioni che hanno esposto il lavoro di Migliora, si segnalano MART, Rovereto, il Padiglione Italia alla 56. Biennale di Venezia (2015), Castello di Rivoli, Torino (2012), Museo del Novecento, Milano (2009), Fondazione Merz (2006) e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2004).

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