Mario Airò

Pavia, 1961. Vive e lavora a Milano

Allievo di Luciano Fabro a Brera, Airò aderisce da giovane a un gruppo di artisti che anima la scena di Milano fra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta. Il gruppo dà vita allo spazio autogestito di via Lazzaro Palazzi, cui è legata la rivista Tiracorrendo. Fin dagli esordi, investe nella sua ricerca una complessità di riferimenti che spaziano con grande libertà fra letteratura, filosofia, storia dell’arte, architettura e cinema, guidato da quello che definisce un “girovagare”. Seguendo logiche emotive, immaginative o oniriche, l’artista dà forma a materiali differenti – immagini e oggetti, luce e suono –, sotto il segno di una leggerezza che sconfina a volte nell’immaterialità e lavorando su dimensioni minime come su misure ambientali. Grazie a questa ricerca di una “vaghezza allucinatoria”, Airò è capace di coniugare la sfera del quotidiano con le altezze della cosmologia, toccando lo spettatore in maniera lieve.

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