Marcello Maloberti

Codogno, Lodi, 1966. Vive a Milano

Maloberti lavora utilizzando diversi linguaggi, dalla fotografia al video, dagli interventi pubblici alla performance, prendendo spunto da oggetti e comportamenti quotidiani, che astrae dal loro contesto e carica di altri significati. Il racconto che l’artista porta alla luce è quello di realtà marginali o “laterali” – siano esse la condizione dell’immigrato, la vita di provincia, l’ambito familiare –, osservate con un approccio sempre attento a rivelare la precarietà del vissuto. Le sue opere, specialmente quelle performative – processioni, tableaux vivant, happening –, e le grandi installazioni con suono e luci hanno spesso un forte impatto teatrale e cercano il coinvolgimento attivo del pubblico. Sono paesaggi di figure umane, su cui spesso campeggia l’artista stesso, piattaforme sulle quali l’uomo è celebrato non per ragioni di prestanza fisica o tenacia spirituale, ma in virtù di qualità più “umane”, se si vuole antitetiche a quelle: impotenza, fragilità, insicurezza, ironia. Maloberti ha esposto in numerose istituzioni in Italia e all’estero, quali Museion, Bolzano, Frankfurter Kunstverein, Collection Lambert, Avignone, De Appel, Amsterdam, Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, Galleria d’Arte Moderna, Bologna, Centro Luigi Pecci, Prato. Nel 2013 ha partecipato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Ha realizzato interventi performativi per Copenhagen Art Festival (2012), CAC Brétigny, Parigi (2011), Performa, New York (2009). 

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