Italo Zuffi

Imola, Bologna, 1969. Vive a Milano.

Insieme a un’indagine sull’espressività dell’oggetto scultoreo, la ricerca di Zuffi si articola in performance spesso volte a stimolare una criticaai principi che regolano le vite di chi partecipa al sistema dell’arte. Opere dell’artista che seguono questo secondo indirizzo hanno raccontato i momenti di crisi di un’amicizia tra colleghi artisti, o di crollo delle aspettative relative alla propria carriera, e messo in evidenza falle strutturali dell’industria dell’arte italiana e bug nella comunicazione e veicolazione delle opere. In alcune performance, un attore recita a memoria un testo narrativo davanti a un pubblico ristretto, mostrando nel contempo delle “evidenze” relative al contenuto della narrazione; in altre, gruppi di performer coreografano azioni paradossali, urlandosi esclamazioni di incitamento. Tra storytelling e BodyArt, le opere di Zuffi evocano sempre la “performance” – spesso tragica – che la società richiede all’artista.

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