Gianfranco Baruchello

Livorno, 1924. Vive e lavora a Roma e Parigi.

Al nome di Baruchello è legato un universo artistico che presenta molteplici centri di gravitazione. L’autore ha attraversato il secondo Novecento schivando l’appartenenza a movimenti in favore di una ricerca personale che lo ha condotto a sperimentare tutti i mezzi artistici: pittura, oggetto, assemblaggio, video, performance, libro. Laureato in Giurisprudenza, alla fine degli anni Cinquanta abbandona una carriera già avviata per intraprendere la strada dell’arte. Fra gli incontri che costellano il suo percorso intellettuale, fondamentale quello con Marcel Duchamp. L’opera di Baruchello è animata da interessi di natura enciclopedica: ricorrenti i temi del pensiero, del linguaggio, dell’eros, del possibile. L’artista si rivela precursore di pratiche e temi attuali creando, ad esempio, nel 1968 un’impresa fittizia chiamata Artiflex, o l’Agricola Cornelia, un’azienda agricola che lo occupa negli anni Settanta. Nel decennio successivo i suoi interessi si spostano al tema del giardino e dell’abitare, per approdare – insieme a Carla Subrizi – all’idea di una Fondazione che prosegue nel solco delle sue ricerche.

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