Elena Mazzi e Sara Tirelli

Reggio Emilia, 1984. Vive e lavora a Venezia. In collaborazione con Sara Tirelli Gorizia, 1979. Vive e lavora a Venezia.

La ricerca artistica di Mazzi prende in esame l’uomo e il suo ambiente attraverso un approccio antropologico che attiva di volta in volta strumenti di indagine diversi, a seconda di dove l’artista si trovi a operare. Mazzi si misura con il contesto, lo studia, ne raccoglie le storie quotidiane e le memorie individuali e, attraverso i suoi interventi, le innalza alla dignità di atti collettivi di riappropriazione e consapevolezza. Il processo esecutivo prevede la collaborazione di specialisti e delle comunità che abitano il territorio. Le sue opere, frutto dell’incontro tra tradizione e sperimentazione, sono proposte di resistenza giornaliera alla difficile condizione contemporanea, rivoluzionarie in quanto percorribili nella quotidianità. Nel 2015 suoi lavori sono stati presentati alla 14. Biennale di Istanbul e alla 17..Biennale del Mediterraneo. Tirelli utilizza il video come strumento di esplorazione della realtà, spaziando dalla video arte al documentario, dal videoclip alla live performance. I suoi lavori indagano i meccanismi percettivi sperimentando le possibilità espressive della narrazione non lineare e della dimensione fisica dell’esperienza visiva e sono stati presentati in diverse mostre e festival, tra cui IFFR Rotterdam Film Festival e Transmediale di Berlino. Mazzi e Tirelli collaborano dal 2015 alla realizzazione della video installazione intitolata A fragment world (2016) e hanno già lavorato insieme tra il 2013 e il 2014 al video LACUNA. Land of hidden spaces (2014).

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