Dario Guccio

Milano, 1988. Vive a Milano

La produzione di Guccio consiste in composizioni di immagini stilizzate di figure umane ottenute tramite ritagli, stratificazioni e cuciture di fogli di pelli sintetiche e cartoni. Silhouette di corpi, profili di volti, forme antropomorfe, si sovrappongono, si compenetrano e si dissimulano a vicenda, suggerendo un’intimità simile solo a quella di due epidermidi che si sfiorano. In bilico tra astrazione e figurazione, queste composizioni sconfinano in una dimensione mitologica. La figura della donna, madre e amante, tra le più ricorrenti nell’appartato iconografico di Guccio, inframmezzata a riferimenti al Modernismo italiano – all’opera di Lucio Fontana, Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi, tra gli altri –, suggerisce così una lettura delle sue opere come una frammentata mitologia della creazione, che interseca le narrazioni della nascita dell’artista e della formalizzazione del suo linguaggio creativo.

Condividi / Share