Chiara Fumai

Roma, 1978. Vive e lavora a Milano

Il lavoro di Fumai affronta alcuni aspetti della cultura e della società traendo spunto dalla mistificazione mediatica. Fin dagli esordi, l’artista ha scelto di utilizzare la rappresentazione scenica da un punto di vista inconsueto, non quello neutrale dell’osservatore o del racconto morale della vittima, inscenando in prima persona gli stereotipi che la sua opera indaga, in modo da creare una complessa strategia performativa che affida alla reazione ingenua dello spettatore il suo completamento. Le sue opere nascono come lecture-performance e spesso si sviluppano nel tempo in installazioni. L’artista ama utilizzare metodi anti-spettacolari, decostruendo le regole che mediano il rapporto di potere tra pubblico e immagine. Le sue opere sovvertono i tradizionali stilemi cognitivi e allo stesso tempo, con ironia e cinismo, ridiscutono il valore della riduzione letterale dell’esperienza performativa attraverso la cosiddetta ‘documentazione’, trasformando l’oggetto in soggetto, il risultato finale in contesto.

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