Carol Rama

Torino, 1918-2015.

La produzione di Rama – prevalentemente dipinti, disegni e assemblage – ha attraversato tutta la storia dell’arte italiana del Novecento, lambendo le maggiori correnti artistiche e di pensiero che l’hanno distinto, ma senza mai lasciarsi cooptare da alcuna di quelle. Questa produzione rappresenta un inno all’autonomia della ricerca artistica dal sistema dell’arte. Segnata da uno stile “maleducato” (Corrado Levi), da soggetti indecorosi, “irrappresentabili” e “innominabili”, e da una ricerca materica ai confini con l’alchimia, l’opera di Rama è un’intensa esplorazione del corpo e della sessualità femminili – soggetti spesso sottorappresentati nell’arte italiana –, che gradualmente, come in risposta alle prime istanze femministe, assume toni grotteschi e si riversa in un approccio alla materia pittorica e all’oggetto trovato come se questi fossero materia organica primordiale. Articolando la sua ricerca come un continuo processo di soggettivizzazione, Rama approda alle categorie del post-umano e del post-identitario.

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