Beatrice Marchi

Gallarate, Varese, 1986. Vive ad Amburgo.

La ricerca artistica di Marchi si articola nell’osservazione della metamorfosi dell’individuo nel periodo di transizione tra l’adolescenza e l’età adulta. L’artista scandaglia quelle componenti dell’identità che sono più labili in questa fase della vita, come la sessualità, l’indole professionale, la socievolezza, il senso etico. Attraverso numerosi linguaggi, tra cui spiccano la fotografia e la performance, l’artista crea opere che invitano a riflettere sull’immagine dell’adolescente restituita dai media e sulla funzione degli style symbol a questa associati. Laddove invece l’artista guarda a se stessa come giovane donna, questi processi di soggettivizzazione trascendono in quelli di professionalizzazione del sistema dell’arte. Oltre che donna, Marchi si scopre anche artista emergente. La sua immagine – a rischio di mercificazione su entrambi i fronti – si offre quindi a criticare fenomeni quali l’auto-celebrazione, la megalomania e il solipsismo.

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