Anna Franceschini

Pavia, 1979. Vive e lavora a Milano.

L’opera filmica di Franceschini s’insedia in un territorio al confine fra cinema e arte. Nel primo ambito è avvenuta la sua formazione – con studi sui media all’Università IULM e un diploma in regia presso la Scuola Civica di Cinema e Nuovi Media di Milano –; il secondo, quello dell’arte, è invece l’ambito che l’artista privilegia per presentare il proprio lavoro. Quest’ultimo guarda alla realtà come matrice essenziale, allenando una vera e propria disciplina dello sguardo e sollecitando lo spettatore alla sospensione dell’incredulità, ponendo sotto l’occhio meccanico della camera spazi e oggetti. Intimamente legati al luogo in cui sono girati, i film di Franceschini si sottraggono a una linearità narrativa e allo stesso tempo rifuggono la presenza dell’essere umano, sempre evocato in assenza. Facendo ricorso a tecnologie sia analogiche sia digitali – pellicola e video – l’artista invoca le origini dell’atto cinematografico, in una riflessione sul medium che interroga il rapporto fra realtà e rappresentazione.

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